Savoir faire

Quante volte ci si sente in difetto, mancanti, come se quello che si fa non fosse mai abbastanza…
Non si è mai abbastanza per essere l’amante ideale, il figlio ideale, l’amico ideale, lo studente ideale, il lavoratore ideale… Ideale… Ma gli ideali chi li stabilisce? Condizionati come siamo da ciò che vediamo e sentiamo, gli ideali non sono nemmeno più autentici, non possono essere più cuciti addosso, non potrà mai esserci la nostra massima espressione di autenticità. Perché o ci si omologa oppure sei mancante, hai l’etichetta, come quella dell’IKEA all’angolo occasioni, dove non è concesso effettuare scambi, non ci sono ripensamenti, non c’è possibilità di rivalutazione, visto e piaciuto e se non ti piace te lo tieni. Come si fa a tollerare questa omologazione dei generi? Perché si deve aver paura di sentirsi vulnerabili, tristi, pensierosi, meditativi, grigi, stupidi? Una persona, con la quale mi piace confrontarmi, qualche giorno fa mi disse: “sai, in questi giorni sto bene, ho una visione diversa della vita rispetto al solito, e non vedo l’ilarità e l’ironia come una cosa superficiale e stupida, di solito l’essere riflessivo per me è sintomo di intelligenza e profondità…” Ci ho pensato, non nego la sua visione della vita. Ho pensato anche che l’ilarità e l’ironia si devono saper fare, perché altrimenti arriva l’etichetta immediata di STUPIDO. Come si deve saper essere riflessivi, e già che ci pensi una volta che apri la bocca devi dirla bene quella cosa che hai pensato, altrimenti risulti LOGORROICO, o PERMALOSO, o PESANTE… Quanto risulta difficile essere semplicemente autentici? E se parli troppo, perché dovresti farti venire la paturnia perché hai parlato troppo? E se parli poco, perché dovresti farti venire la paturnia perché hai parlato poco? Il segreto è saperci fare, sempre, senza sentirsi mai in colpa perché ti va di essere quello che ti va di essere, osservando cosa funzione e cosa no. Si allontaneranno? Va bene, vuol dire che quella parte di te non piace, piacerà a qualcun’altro, d’altronde a tutti non si può piacere e piacere interamente a qualcuno è perlopiù impossibile. Esistono l’amore e la tolleranza, che le persone attorno a te decidono di attivare in modo molto naturale… Ed io ne ho trovate di persone così, alcune sono rimaste, veramente poche, altre non ce l’hanno fatta, ma c’hanno provato… Ci sta, ma i sensi di colpa lasciamoli a chi non fa nulla per migliorare se stesso… E piuttosto si illude che, per saperci fare, sminuire gli altri o schernire sia ilare e ironico!

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Una risposta

  1. Io ha detto:

    Penso che le tue parole siano davvero molto belle. Ma credo che essendo esere umani spesso ricerchiamo e abbiamo bisogno dell’approvazione o anche solo del parere degli atri, e di conseguenza penso sia naturale che gli alrtri si facciano ‘la loro idea’ su di noi, e che quindi avvenga cio che si chiama etichettamento sociale . Gli ideali li stabilisce la societa, o forse sono soltanto nella nostra testa ma in ogni caso non ha importanza perchè esisto, sono REALI, l’omologazione è reale. Possiamo provare a cambiare modo di pensare, provare a essere quello che siamo , a disinteressarci del fatto che qualcuno ci ettichetti come stupido, troppo riflessifo o permaloso … ma questo significherebbe andare contro tutto ciò che a questo mondo è una certezza, e questo non tutti hanno il coraggio o la forza di farlo. Personlmente credo che, nostante i mille propositi che spesso ci si fa, cio che sentiamo o percepiamo dagli altri abbia un influenza cosi forte su di noi da prevalere su tutto e demolirci. Da farci sentire sbagliati, inadatti e mai all’altezza, o per lo meno inferiori a chi abbiamo davanti o a ciò che dobbiamo affronate. E spesso a tutto questo si aggiunge la paura della solitudine, la paura che accorgendosi di tutto ciò che c’è di sbagliato in te, chi ti sta intorno si stanchi e se ne vada. La paura che chi ti sta accanto guardandoti non trovi piu niente per cui essere li con te, e questo ci spinge a cambiare, ci rende vulnerabili e disposti a cambiare per gli altri.
    Ma questa e solo una mio poinione…

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