La follia al ritmo del tempo

Nella loro pazzia i folli non solo rivelano chi sono, ma dicono anche importanti verità…
Non parlo di folli patologici, non sono un medico.
Parlo di pazzia intelligente, la pazzia che ci accomuna, che in qualche modo controlliamo e che dovremmo lasciare sfiatare ogni tanto.
Ho pensato a Shakespeare, in ogni sua tragedia esiste un folle degenerato. ‘La pazzia se ne va a passeggio per il mondo come il sole, e non v’è luogo in cui non risplenda’, recitava Mercuzio in Romeo e Giulietta…
Stiamo parlando di tragedie, mi permetterei di dire che la follia di cui scrive è esasperata, ma voglio partire da lì.
Otello impazzisce. Perché? Gelosia, che lo porta ad uccidere Desdemona.
Amleto diventa ossessionato per la morte del padre e agisce istintivamente uccidendo Polonio, padre dell’amata. Perché? Meditazione ossessiva? Poca lucidità? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ofelia impazzisce. Perché? Oltre al rifiuto dell’amato, lo stesso uccide il padre. Follia pura e ingenua, che la porta al suicidio per mancanza di forza emotiva.
Nella vita reale quante volte capita di andar giù di testa e fingiamo che vada tutto bene?
Quante volte me lo son sentito dire: “Sei pazzo?!”
Me lo son sentito dire quando a 21 anni ho deciso di pagare la caparra per il viaggio in California.
Me lo son sentito dire quando a 22 anni ho deciso di trasferirmi al nord, pur avendo lavoro, casa, famiglia e amici.
Me lo son sentito dire quando ho cambiato più volte lavoro perché non era quello che mi piaceva fare.
In tutto ciò non ho mai visto nulla di pazzo, credevo fosse il modo più intelligente per dare un indirizzo alla mia vita, un vestito alla mia identità.
Era naturale voglia di vivere.
Quella che invece definirei pazzia sta nell’oscillazione tra noia e oppressione, tra staticità ed eccessiva aspettativa.
La pazzia è quell’uccellino che allo scoccare di ogni ora esce fuori dalla sua casetta per avvisare con un versaccio poco gradito che il tempo scorre, e che meriterebbe uno scossone per dar vita a qualcosa.
Chiamo pazzia quell’energia che sporca la routine, che dà pepe alla vita, che impreziosisce l’esistenza, il peperoncino nella quotidianità… E se non le si da il giusto ritmo, esaspera!
Parliamo di Otello? Se Otello avesse scardinato la sua gelosia tutte le volte che ne percepiva l’esistenza prendendo di petto la situazione, dandole voce da subito, non avrebbe accumulato così tante prove irreali da uccidere Desdemona. Solo per citare Otello.
I folli intelligenti in realtà non sono altro che persone non degenerate che sfiatano la pazzia al ritmo di un cuculo, e se non lo fanno sono consapevoli che le loro verità prima o poi le schiacceranno.
Sono convinto che più si ha paura delle pazzie, più la paura stessa impazzisce! Non era effettivamente la paura di perdere Desdemona che porta Otello ad ucciderla?
Più si cerca di aggirarla, di impedirla, di sopprimerla, più è lì a bussarti come un ospite indesiderato mentre si sta ribaltando casa!
Diamole voce, prima che rubi le nostre corde vocali e parli da sola! Magari, quella che possibilmente per noi è pazzia, per altri è gioia di vivere.
E se magari ne venissero contagiati? Se arrivassero a capire che vivere da pazzi risulti essere il modo più interessante di esistere per tutti?
Maledetta voglia pazza di chiedermi così tanti perché.

  • Perché non dovresti farlo, Giuseppe?
  • Perché a volte mi perdo!
  • Non è vero Giuseppe, alla fine ti ritrovi sempre!
  • Si ma mi capita spesso di brancolare nel buio…
  • Non sei al buio, Giuseppe, stai solo sfiatando la tua follia!
  • E perchè ho la vaga sensazione che tu somigli al maledetto suono di un cuculo?!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *