GLI SDRAIATI di Michele Serra

“Ogni crollo d’ordine è un’inevitabile crollo di bellezza”.
Sono sempre stato particolarmente suscettibile agli ordini, ma ascoltando l’audiolibro ho avuto la percezione di essere un privilegiato.

Tendiamo ad attribuire ai genitori la colpa di gran parte delle frustrazioni che abbiamo da adulti, diventano i nostri capri espiatori per problemi di difficile comprensione (ansie, ossessioni, paure).
Rimane un argomento molto insidioso da affrontare quello del rapporto con i nostri caregiver, e lo è paradossalmente per gran parte delle persone che conosco.

Se ne parla sempre con molta cautela, da un lato preoccupati di essere fraintesi, dall’altro bisognosi di esorcizzare pensieri indigesti. E’ capitato anche a me di sentire il peso di argomenti irrisolti che andavano metabolizzati, nonostante la premessa di sentirmi un privilegiato.

Questo è un libro che in maniera ineccepibile suscita immagini che strappano un sorriso e al contempo investono di tristezza, immagini che vengono proiettate dai pensieri del genitore, il padre, nei confronti del figlio adolescente.
E mi sento un privilegiato in quanto – seppur spero che mio padre non abbia mai fatto gli stessi pensieri quando io ero un 19enne – credo che i miei genitori abbiano fatto il possibile per impartirmi i corretti ordini affinché mi impedissero un crollo di bellezza. E detta così funziona bene, sono certo fosse quello il loro obbiettivo.

Ho avvertito tutta la difficoltà di comprensione del padre, la mancanza di strategia nel creare un ponte di comunicazione col figlio che osserva come un essere totalmente estraneo, una persona di difficile approccio, appartenente ad una generazione lontana e criptata. E per quanto tenda a non giustificare questa mancanza di dialogo – un padre dovrebbe avere la certezza di averle provate tutte per avere una visione quanto più autentica del figlio – non biasimo il genitore, anzi alla fine mi suscita tenerezza.

Ho finito di ascoltare l’audiolibro e avrei voluto abbracciare Claudio Bisio (a mio avviso encomiabile nella sua lettura) e dirgli: “vedi, alla fine c’è venuto con te! Hai fatto bene a non arrenderti…”
Non voglio risultare prolisso, avrei tanto da dire sul rapporto genitore-figlio, ma se da figli ci si vuole mettere nei panni di un genitore o se un adolescente acuto vorrebbe approfondirne i pensieri, io lo consiglio nella sua accuratezza! Voto 8

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