Cosa non è successo nei Paesi Baschi?

Cos’è successo veramente nei Paesi Baschi non ci è dato saperlo.
Faccio un riepilogo di ciò che preferisco ricordare, con l’aggiunta di qualche consiglio in caso dalle foto vi verrà voglia di andare a farci un giro.
Nella parte francese del Golfo di Biscaglia abbiamo capito da subito che “l’oceano muzzica”, e La Plage Centrale di Hossegor questa lezione di vita ce l’ha insegnata con veemenza! La caratteristica principale di queste spiagge è la vastità e la corrente tumultuosa: se ti serve una bottiglietta d’acqua da comprare al chiosco più vicino serve un quod e una volta che sei in acqua forse è meglio non allontanarsi troppo.


Biarritz è stata serendipica: calice di vino bianco con vista sulla spiaggia Cote Des Basques, in sottofondo un giovanissimo artista con la sua voce e la sua chitarra… Ho messo un puntatore su Google maps nei “preferiti”.

A Bayonne andateci per incontrare gente che vi spiega ricette locali in francese, a caso, senza alcuna richiesta, mentre vi perdete tra i vicoli dai colori caldi e freddi mixati così bene che ‘armocromia spostati’!


Sazi e soddisfatti della parte francese, ci siamo diretti verso San Sebastian pronti a ricevere una frizzante spettinata spagnola. Io la ricorderò sempre per la pioggia, per i cellulari persi nelle pozzanghere (Davido lo ha anche ritrovato non si sa come), e per le prime sperimentazioni con il surf. Zurriola Beach perfetta per la prima volta sulla tavola: fare surf è un bel mix di inettitudine, squilibrio e testardaggine. Se entri in acqua e riesci a tener giù la tavola senza permettere alle onde di schiaffartela in faccia sei già ad un livello base (e non sei ancora saltato su). E poi pintxos, decine di pintxos per pasto: Atari Gastroleku è stata la nostra oasi di tapas baschi preferita!
Altro posto imperdibile: Monte Igueldo, raggiungibile con la funivia dalla spiaggia di Ondarreta. Una sorta di Tibidabo barcellonese, dal quale ammirare la Concha in tutta la sua bellezza e intanto ingozzarsi di churros (12 sono troppi, qualcuno può confermarlo).


Chicca del viaggio: Zumaia con la sua Ermita de San Telmo, una cappella in cima ad un costone assalito dalle acque dell’oceano. E’ visibilmente un posto vergine, poca gente, percorso selvaggio, ed è proprio la sua poca notorietà a renderlo terribilmente affascinante. Non so confermare se il cielo nuvoloso è stato un vantaggio, ma ho immaginato anche dei tramonti arancio mozzafiato. Rimane il posto più emozionante del viaggio!


Per scappare dalla pioggia di San Sebastian abbiamo visitato Pamplona. Non la consiglierei se non per il Cafe Iruna, celebre per essere stato il bar preferito di Hemingway nel periodo in cui lo stesso scrittore soggiornò tra il 1923 e il 1931.

D’altro canto Vitoria-Gasteiz merita e anche parecchio, con le sue opere d’arte a cielo aperto, le sue piazze cariche di gente atipica e il suo centro storico medievale ricolmo di ‘miradores’, balconi coperti con strutture in legno e ampie vetrate che io ho particolarmente apprezzato. La cena al Ristorante Anastasio di rientro a San Sebastian va menzionata non solo perché abbiamo mangiato ufficialmente il nostro primo menu basco (nessun pintxos stavolta), ma anche perché una volta usciti dal locale è stato impossibile non zupparsi di acqua.


Prima di dirigerci verso Bilbao come ultima tappa, abbiamo fatto pit stop all’isolotto di Gaztelugatxe reso famoso – maledizione! – dalla serie di Game of Thrones, motivo per cui l’abbiamo trovato contingentato costringendoci a vederlo solo dall’alto (i biglietti si prenotano mesi prima dal sito ufficiale anche se l’entrata è gratuita). Abbiamo cercato di ovviare al problema aggirando l’entrata principale, ma a quanto pare non eravamo stati gli unici. Ci siamo ritrovati le guardie alle calcagna che non hanno atteso ad insultarci in basco. Abbiamo ripiegato sulla spiaggia di Bakio, tranquilla, rilassante, pulita e necessaria prima di rimetterci in viaggio.


Bilbao è colorata, movimentata, folkloristica e coerente. L’abbiamo beccata durante la semana grande (non era stato programmato). Mi è concesso dire esagerata?! Si lo dico, gli spagnoli in un paio di sere hanno dato il meglio di se. Nelle viuzze del Casco Viejo le “comparsas” ingombravano il passaggio facendo baldoria con strumenti e canzoni locali urlate assieme alla folla al seguito. Intanto lungo il fiume Nerviòn un numero spropositato di gente a incastro cercava di ballare dimenandosi tra la folla, dandosi il cambio lungo le sponde del fiume per svuotarsi dai litri di coca e vino rosso assunti a iosa.


Il Guggenheim va visitato, merita anche solo vedere dal vivo il blu di Klein! Ad ogni modo evitate di farvi allettare dagli ultimi ingressi anche se scontati, c’è tanto da vedere per dedicarvisi appena un’ora! Tra le cose più interessanti il Ponte di Vizcaya detiene il primato: è il più antico ponte trasportatore del mondo! Venne costruito nel 1893 dopo il progetto di Alberto Palacio, uno dei discepoli di Gustave Eiffel. Il 13 luglio 2006 il ponte venne dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Dove mangiare a Bilbao? Noi il sabato sera in piena semana grande, a una certa ora, tirandomi dietro la porta dell’appartamento dimenticando le chiavi dentro, parcheggiando la macchina a km di distanza in un centro commerciale che chiudeva poco dopo costringendoci a riprenderla la mattina successiva, siamo riusciti a trovare posto con The Fork all’Asador Ibanez de Bilbao. Abbiamo mangiato bene, lo consiglio! Dopo ci siamo anche persi nel ritrovare casa, ovviamente oltre a non aver la macchina avevamo pure il cell scarico, ma questa è un’altra storia!


Termino – giuro! – citando la Riserva della Biosfera di Urdaibai: una profonda insenatura che tra alte e basse maree permette la formazione di isolotti di sabbia circondati da montagne verdissime. A Mundaka pensavamo di surfare con l’onda a destra non essendo coscienti del fatto che avremmo rischiato più della spiaggia di Hossegor. Quindi ci siamo limitati ad osservare dall’alto chi era in grado di farlo, illudendoci un giorno di riuscire a cavalcare le stesse onde senza farci raccattare da un bagnino che passa per caso attirato dalle urla di Gianni.

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