Budapest e il nostro tempismo

‘Ho voglia di andare a Budapest, prendo un volo e basta, non m’importa chi viene, al massimo vado da solo…’ Alla fine siamo partiti in 7, i miei ormai fedeli amici di viaggio: Ste (il seriale disturbatore denominato “la scimmietta”), ilDà (cronico pretenzioso che se non mangia bene non si sopporta per giorni), Pirci (il sempreottimistaperchènellavitabisognarideresempre) & Lisset (che nella vita se non viaggia inizia ad avere reazioni allergiche). In aggiunta a quello che era già un gruppo assodato, abbiamo avuto l’onore di inaugurare una coppia di fratello e sorella milanesi, che di milanese hanno solo l’accento: Matti con l’H e Marti ormai battezzata ‘bugia bianca’!!

Volo previsto per le 21.05, ma la partenza si è spostata di appena 2 ore per motivi che non si conoscono mai. Una cosa è certa: Budapest è la meta preferita per gli addii al celibato. Al gate per l’imbarco abbiamo incontrato 3 gruppi di ragazzi italiani distinguibili da magliette antitraspiranti che tra cori e travestimenti inguardabili iniziavano già a fare a gara!
Budapest in una sola parola: Parlamento! Costruito dall’architetto Imre Steindl seguendo il modello del palazzo londinese di Westminster, lo si vede da qualsiasi panorama, angolazione, prospettiva, ovunque. Per visitarlo all’interno, va prenotata in anticipo la visita guidata sul sito ufficiale. 

parlamento

Dal castello la vista più bella su Pest, ma abbiamo voluto far di più arrivando alle terrazze della collina Gellert attirati da questa statua di 14 metri che sovrasta Buda. Consiglio di raggiungere la collina con i mezzi, soprattutto non vi fate sfiorare dal pensiero che da Gellert arrivare fino al ponte delle catene a piedi sia una passeggiata piacevole. Noi in aggiunta abbiamo costeggiato il Danubio con quei ciottoli adorabili, per raggiungere un battello che per 4 minuti di ritardo ci ha lasciati a terra con le vesciche ai piedi. Dettagli che vanno condivisi!

gellert

Va citata la Moschea più grande d’Europa, con al suo esterno il memoriale che ricorda “i giusti tra le nazioni”. Tra questi anche il nostro conterraneo Giorgio Perlasca, che si finse un diplomatico spagnolo riuscendo a salvare migliaia di ebrei, lui che non era né un diplomatico né uno spagnolo. Un albero metallico invade il giardino, l’Albero della Vita disegnato da Imre Varga. I parenti sparsi in tutto il mondo dei 76 mila ebrei morti nel ghetto circostante la Moschea possono richiedere di incidere il nome del defunto in una di quelle foglie di metallo.

Il giardino è pieno di sassi, gli ebrei non portano i fiori sulla tomba dei cari in quanto esseri viventi. Le pietre invece proteggono il corpo dagli animali selvatici, come da tradizione nata durante la fuga degli ebrei dall’Egitto nel deserto.

moschea

Svelato il motivo per cui anche le scarpe di ferro del memoriale sulla riva del Danubio sono piene di sassi. Sembrano quasi trascurate, come se durante un fiume in piena si fossero sporcate e non fossero state più ripulite da nessuno. La tristezza del loro significato è agghiacciante: il Partito nazista delle Croci Frecciate faceva togliere le scarpe agli ebrei per poi venderle al mercato nero, legava le mani a gruppi di 2/3 persone, sparava poi ad uno di loro che cadendo nel fiume si portava dietro gli altri ancora vivi, i quali morivano o annegati o assiderati o dagli spari dei bersaglieri. Non per nulla il Danubio quell’inverno tra il ’44 e il ’45 fu soprannominato il ‘cimitero degli ebrei’.

scarpe (2)

Consiglio il Bastione dei Pescatori al tramonto, con il ponte delle catene e il Parlamento in sottofondo (giusto per avere uno sfondo diverso!). La sera si riempie di gente che viene rapita dal suono di 2 artisti di strada i quali, con violino e chitarra, coinvolgono coppiette danzanti. 

Il Bastione dei Pescatori è stato ricostruito tra il 1895 e il 1902 in stile neogotico. Il nome del bastione deriva dal fatto che in passato nella zona c’era il mercato del pesce della città. E’ composto da sette torri, ognuna delle quali rappresenta una delle sette tribù magiare che fondarono l’Ungheria nell’anno 896.

Per scattare una foto non aspettate le giapponesi: centinaia di scatti per una posa che vi porta ad attendere dai 3 ai 5 minuti per ogni angolazione!

bastione

Il giardino dell’isola Margherita, dedicata alla Santa ungherese che quì visse nella seconda metà del 1200, è una chicca: un’oasi circondata dal fiume, piena di varietà diverse di piante e uno dei roseti più belli che abbia mai visto. Visitarla a Giugno ha agevolato molto, d’inverno non avrebbe reso allo stesso modo. Nella zona a nord dell’isola è possibile attraversare anche un giardino giapponese. Tra piante, cespugli e fiori tipicamente orientali, vi è un laghetto maculato di ninfee e abbellito da un ponticello in legno ad arco.

parco

Altra chicca è un piccolo mondo Bohémienne racchiuso in una viuzza, una galleria zeppa di localini, oggetti speciali, murales, luci colorate e gente: Gozsdu Udvar!

Negli anni ’90 il cortile era in cattive condizioni e in disuso, ma alla fine degli anni 2000 è stato completamente rinnovato e trasformato in un’area pedonale vivace con ristoranti, bar, negozi, gallerie d’arte e spazi per eventi culturali.

Oggi, Gozsdu Udvar è uno dei luoghi più popolari di Budapest per gli incontri sociali e il divertimento. Durante il giorno, il cortile è un luogo ideale per fare shopping e gustare cibi di strada, mentre di sera si anima con la vita notturna, con persone provenienti da tutto il mondo che si riuniscono per bere, ballare e socializzare.

viagitana

Precisiamo che il tempismo non è stato proprio il nostro forte in questo viaggio: oltre a quei maledetti 4 minuti di ritardo che ci hanno impedito di prendere il battello, non abbiamo neanche previsto la chiusura della stazione dove avevamo in custodia le valigie la sera della partenza. Come non avevamo previsto la chiusura del Budapest Central Market Hall, arrivando 15 minuti dopo. Ma tra il caldo, le bolle ai piedi, le risate su quanto delle 3 stelle ci fosse nelle nostre camere, le mangiate da 4 ore con doppio bicchiere, i gulasch gratis, l’asfissia sui tram per via degli odori dei nostri cari amici barboni, la passeggiata sotto la pioggia coi raggi di sole che catturavano i nostri buoni umori, alla fine di questo viaggio rimangono solo good vibes!

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