Barcellona one more

Quando visito una città, mi aspetto di poterla respirare a pieni polmoni, di vivere i suoi ritmi e di assorbire i suoi movimenti. Sulla Spagna avevo archiviato diversi feedback positivi ricevuti da amici e conoscenti che c’erano già stati, quindi le aspettative erano alte. Barcellona è stata scelta come prima esperienza spagnola di imprinting.

È una città che ha saputo coniugare perfettamente la modernità con la storia, ha una vivacità e un’energia che mi ha fatto sentire come se fossi a casa.

Dopo aver letto i libri di Carlos Ruiz Zafón, le immagini delle strade di Barcellona mi sono apparse come scene tratte dai suoi romanzi gialli. Il Barrio Gotico, in particolare, mi ha catapultato in ‘L’ombra del vento’ come se fossi intrappolato in una delle sue trame nei panni di Daniel.

barrio gotico

La Barceloneta ha tutta l’aria di un piccolo paesino di mare incastonato nel cuore di una grande metropoli. Camminando tra le sue strade strette, per un attimo ho dimenticato di essere circondato dalla frenesia della città.

Si arriva alla spiaggia in metro scendendo alla fermata Poblenou, dove il profumo di Paella si mescola con l’aria salmastra del mare, creando da subito un’atmosfera estiva e mediterranea. Ho trascorso ore a godermi la compagnia di amici a sorseggiare sangria, sotto l’ombra dei tendoni in un giorno soleggiato di agosto, il tutto accompagnato da una ricca padellona di riso. Diamo il via agli stereotipi!

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Tappa imperdibile di certo è il Monte Tibidabo, un luogo magico che profuma di popcorn e che offre una vista mozzafiato sulla città catalana. Il parco dispone di attrazioni adrenaliniche, come il Talaia, che ha messo alla prova il coraggio di alcuni impavidi.

Credo che non esista una panoramica migliore di Barcellona vista dall’alto di quella che si può ammirare dal Monte Tibidabo. Non solo si possono vedere tutti i luoghi più famosi della città, come la Sagrada Familia, la Torre Agbar e il Camp Nou, ma si può anche godere di una vista a 360 gradi sulla città e sulle montagne circostanti.

Si sale in funicolare o in auto e si arriva in un luogo dove sembra di essere sospesi nel tempo e dove la vista dalla cima ripagherà qualsiasi paura, compresa l’acrofobia.

tibidabo

Il Palazzo della Musica Catalana è uno dei luoghi più suggestivi della città. Questo edificio storico è considerato uno dei migliori esempi di architettura modernista catalana ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997.

All’interno del palazzo, siamo stati accolti dalla bellezza straordinaria della sala da concerto, decorata con vetrate colorate e mosaici preziosi. Ma la vera emozione è stata sentire suonare l’organo in un’ambientazione non religiosa.

I movimenti bizzarri dell’artista e la capacità di rincorrere le note giuste con qualsiasi parte del corpo lo hanno trasformato in una creatura mitologica.

Palazzo della musica catalana

Altra tappa imperdibile Il Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia, una cattedrale futuristica che rappresenta uno dei simboli più famosi della città. Nonostante la sua incompiutezza, la cattedrale è una meraviglia architettonica che lascia senza fiato.

La Sagrada Familia è stata progettata dall’architetto catalano Antoni Gaudí, che ha lavorato al progetto per più di 40 anni, dal 1882 fino alla sua morte avvenuta nel 1926. I lavori di costruzione continuano ancora oggi (nel 2026 ‘potrebbe’ essere completata), ma la cattedrale è già una delle opere più rappresentative del modernismo catalano.

Non appena si entra, si rimane colpiti dalla maestosità e dalla perfetta ambientazione naturalistica: sembra quasi di stare all’interno di una foresta incantata. Anche la facciata esterna, spettrale e insabbiata, rende la cattedrale ancora più affascinante e misteriosa.

Sagrada

Mi porto a casa una prima volta che non ha deluso, una Spagna che ha tutta l’aria di essere sbarazzina, frizzante e anche un po’ menefreghista. Ecco, preciso che girarla assieme ad una ciurma di 20 persone – o forse di più? – non è stata una scelta geniale. Chi le ha invitate poi tutte quelle persone nessuno l’ha mai scoperto, so solo che a tratti ci si fermava per aspettare l’amico di x o di y che arrivava da zona x per raggiungerci in zona y, come quando alle gite scolastiche ci si ferma ad attendere chi rimane indietro a guardare le bancarelle. Questo è il motivo per cui dico sempre: ‘le persone con le quali viaggiare vanno selezionate, testate e approvate prima di intraprendere un’esperienza fuori porta.’ Ho foto di Barcellona di gente di cui non ricordo il nome e con cui forse non capiterà nemmeno mai di rivedersi… o forse si!

Ritornarci? Magari, ma non in quel postaccio dove siamo andati a dormire, facendoci ingannare dalla Jacuzzi in camera!

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