24h a Madrid

Io & Ely la viaggiatrice cosmica abbiamo un serio problema… Non possiamo monitorare Google flight assieme perché in un attimo ci ritroviamo con 6 biglietti prenotati in un click… Madrid ne é una prova!

Il progetto: 24 ore in giro in una città europea! Inserito l’aeroporto di partenza, avremmo scelto la città che fosse il giusto compromesso tra bellezza e basso costo… La città madrilena era il compromesso giusto! La Spagna merita sempre, poi perché no proprio la capitale?!

Poco tempo per visitarla a dovere? Forse si… Ma una volta convinti che 24 ore bastavano a cambiare aria, abbiamo deciso di muoverci in 6! 3 ragazzi e 3 ragazze, in cerca di nuove ispirazioni, con la voglia di assaggiare piatti del posto, e di viverci, anche nei momenti più esasperanti…

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Scegliere cosa vedere é stata la grande scommessa, e CAMMINARE per riuscire a visitare tutto in tempo…

Quello che ho apprezzato di più? Di seguito l’elenco:
Il mix di stili della Cattedrale dell’Almudena.
Esternamente sembra la solita cattedrale neoclassica, all’interno il soffitto e le vetrate sono un esplosione di colori in stile neogotico! Invece la cripta con le sue 400 o più colonne sembra una sorta di tempio sacro: luci soffuse, silenzio tombale, persone che appaiono e scompaiono tra le colonne… Io la consiglio vivamente!

Almudena
Dalla cattedrale ci si dirige verso Plaza Major passando per il mercato di San Miguel… Come non resistere ad un conetto di Jamon di soli 14 euro? Non era l’unica prelibatezza costosa, altro che mercato! Quindi, tra il mercato e Plaza Real, decido di comprare un bocadillo con calamares: nulla di sofisticato, é un semplice panino con i calamari fritti che si lascia mangiare discretamente (pur non essendo una città sul mare, dicono essere una delle loro specialità)…

bocadillo
Altra piccola chicca decisa sul momento:

Fermata della metropolitana fantasma di Chamberì.
Per invogliare i cittadini madrileni a prendere la metropolitana, le pareti sono state rivestite con piastrelle colorate di ceramica piuttosto che da tabelloni pubblicitari, e sono state assunte delle donne giovani e single alle biglietterie. Purtroppo, non potendosi adeguare alle esigenze dei nuovi convogli più lunghi, in quanto la banchina si trovava in curva, rimase chiusa per 42 anni. Diventata dimora dei senza tetto che si riparavano dai freddi inverni, quando il convoglio passava, le sagome di queste persone altro non sembravano che dei fantasmi senza identità.

ChamberìMa devo essere sincero: ho lasciato il cuore nel Palacio de Cristal, al Parco del Ritiro.
Il fatto che fosse l’unica cosa illuminata in mezzo ad un parco buio e silenzioso, sgombro di persone e di mobili, incastonato in questa struttura di metallo che vagamente mi evocava la tela di un ragno… Mi ha rapito! E nella sua nudità mi ha permesso di immaginarlo pieno della gente che avrei voluto, tra sorrisi e abbracci, tavoli con candelabri in ottone lucido, i centrotavola traboccanti di peonie e tulipani bianchi, e vassoi di cibo prelibato.

Palacio de CristalA fine giornata, quando ormai le forze scarseggiavano e i piedi erano consumati (e sta volta la scelta della scarpa giusta è stata fondamentale), abbiamo deciso all’unanimità di andare a mangiare e bere paella & sangria… Cosa se no?! Devo ammettere che questa volta l’ospitalità e l’accoglienza degli spagnoli è stata fuori misura. Cercando Paella, troviamo su Google la Taberna El Sur in Calle de la Torrecilla del Leal, 12. Ci dirigiamo verso il locale a piedi sotto la pioggerella, sperando di trovare un tavolo perché non rispondono al telefono. Come ci si aspettava, non eravamo gli unici ad aver scelto di mangiare in quel posto e la coda faceva presagire che l’attesa non sarebbe durata poco. Stavamo già pensando di andare in cerca di un altro locale, a piedi, sotto la pioggia, sperando di trovar posto e mangiar bene, che ad un tratto viene fuori questa ragazza coi capelli lunghi farfugliando in spagnolo che aveva chiamato l’altro locale della stessa proprietà a 350 metri di distanza in Calle de las Huertas, che ci avrebbero tenuto il posto e che intanto potevamo aspettare che si liberasse bevendo sangria al banco. Ci ha anche accompagnati a piedi! La serata si conclude così…

la Taberna El SurVorrei tanto si fosse conclusa così, ma no… In merito alla notte, stendiamo un sacco a pelo pietoso…

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